A prescindere dal mio pregiudizio nei confronti delle politiche della Apple - ed ammettendo che i loro prodotti sono spesso belli e facili da usare (per l'utente medio) - credo che l'iPad, per come è concepito e "comunicato", non sia la rivoluzione che molti, a partire da Jobs, credono.
Secondo me ci sono almeno tre ordini di considerazioni che potrebbero aumentare la potenzialità di mercato dell'iPad:
1. Non è un device per la fruizione di servizi in mobilità - il display AMOLED e le dimensioni pongono fuori questione l'utilizzo outdoor ed un comodo trasporto in tasca. Per tale ragione la proposta di una versione dotata di connettività 3G è un vero e proprio overkill. Sebbene ne esista una versione che ne è priva, si sarebbe potuto puntare maggiormente sul contenimento dei prezzi (o sull'aumento dello storage nelle versioni costose)
2. Non è l'"anello mancante" tra smartphone e notebook - i diversi pareri negativi espressi da molti nei confronti dei netbook, e la relativa scomodità di quei dispositivi per l'esecuzione di molti task quotidiani anche molto semplici, supportano l'idea che il loro transitorio successo sia stato causato dalla possibilità - offerta agli acquirenti - di avere un computer portatile per una cifra irrisoria. Ha perfettamente ragione chi sostiene che il target dell'iPad non sono i milioni di geek ormai convinti seguaci dell'iPhone, quanto madri e padri di famiglia comodamente spaparanzati sul divano. Nello use case che riesco più facilmente ad immaginare l'iPad è collocato sul comodino in prossimità del divano da tv, accanto ai telecomandi. Il marketing, imho, dovrebbe muoversi di conseguenza
3. Non è *solo* un computer. Come aveva capito anche Arrington - founder e CEO di TechCrunch e sfortunato ideatore del CrunchPad - in un setting casalingo un dispositivo tablet leggero e sottile può diventare l'interfaccia per un gran numero di dispositivi domotici in commercio. L'aggiunta di una - anacronistica - porta IR, ed un maggiore investimento nell'ambito della domotica (sia in termini di accordi con gli operatori del settore, sia in termini di interfacce di programmazione e middleware per lo sviluppo semplificato di "moduli di controllo" per i device da connettere alla tavoletta/iTampax)
In due parole, è sicuramente un device ben riuscito - nel solito stile Apple - ma rischia di fare la fine del Macbook Air, relegato in una nicchia da scelte eccessivamente estreme ed opinabili (come la rimozione della porta Ethernet) e dall'inesistenza di un bisogno concreto a supportarne l'acquisto. Tanto più che gli Apple fan si stanno ancora riprendendo dalla mazzata dell'iPhone....(e difficilmente se ne comprerebbero un altro)
venerdì 29 gennaio 2010
Il segreto del suo successo
giovedì 30 aprile 2009
6 tips per l'innovatore
Visto che non posto mai nulla, mi sembra il caso di pubblicare qualcosa dal profilo più "autoriale", approfittando del fatto che i problemi del mio scooter mi fanno camminare parecchio, e, quindi, pensare e leggere di più.
Leggendo, appunto, un vecchio numero (6/2007) dell'edizione italiana della rivista Technology Review del M.I.T., sono incappato in un interessante estratto da Avoid Boring People, autobiografia di James Watson, uno degli scopritori della struttura del DNA.
A prescindere dal contenuto estremamente interessante dell'articolo stesso, fantastica escursione nella genesi della scoperta scientifica, hanno attirato molto la mia attenzione due elementi. Innanzitutto la natura estremamente sociale del progresso scientifico (fatto noto, ma che contrasta l'ideale romantico del genio solitario); poi il riquadro riportato dalla rivista in coda all'articolo, contenente indicazioni per giovani scienziati would-be-genius.
Data per assodata l'idea che vi è una grossa differenza tra le evoluzioni in campo tecnico-scientifico e l'innovazione di massa, che riguarda principalmente cambiamenti nelle abitudini di utilizzo delle persone, di cui il progresso tecnico è condizione necessaria ma non sufficiente, mi pare utile generalizzare a tutto l'ambito dell'innovazione le indicazioni di Watson, se non altro perché vicini alle posizioni degli innovatori più radicali. Sembrano indicazioni generiche, ma forniscono qualche insight
1. Scegli un obiettivo presumibilmente d'avanguardia rispetto al periodo in cui vivi - La messa a punto dei dettagli viene fatta da chi non sarà probabilmente un grande scienziato (questa a mio avviso è la meno "adattabile", almeno in ambito commerciale. L'idea è che la notorietà è di chi ha la idea, poi ci saranno dei professional che la realizzeranno o metteranno a punto. Vero, se avviene all'interno di una sola azienda, o nell'ambito dello sviluppo open-source; mettiamola così)
2. Lavora solo su problemi sui quali ritieni che il successo tangibile possa arrivare in pochi anni - l'indicazione di Watson è "se si ritiene di avere almeno il 30% di possibilità di arrivare a capo entro 2-3 anni di un problema che molti altri considerano non risolvibile nel breve periodo, allora vale la pena di tentare"
3. Non essere mai la punta di diamante del gruppo - Watson: "Nulla può rimpiazzare la compagnia di altri che hanno le conoscenze [e il potere ndr] necessarie a cogliere le falle del nostro ragionamento [...] E pià intelligenti sono coloro che ci circondano, più accurato sarà il nostro lavoro. [...] Molto meglio essere il chimico meno esperto di un super dipartimento di chimica che una star in uno non altrettanto prestigioso" (mi piace molto l'idea. La genesi della conoscenza è eminentemente sociale; la coercizione porta a raffinare le idee)
4. Rimani in stretto contatto con i tuoi competitori intellettuali - "Chi vuole essere l'unico ad affrontare un problema è destinato a rimanere incastrato nelle paludi della scienza. [...] la presenza di concorrenti validi è la garanzia che il premio da vincere è di grande prestigio. Tuttavia, se il lotto dei concorrenti è troppo vasto, sarebbe il caso di iniziare a preoccuparsi. [...] si sta andando alla ricerca di qualcosa di ovvio, non abbastanza in avanti rispetto ai tempi in cui si vive da scoraggiare i più prudenti e i meno creativi [...] Più piccolo il settore, maggiore è il controllo, più alte le possibilità di spuntarla." (molto bello. Trovare una nicchia poco popolata; conosci il tuo nemico)
5. Lavora con un collega di uguali capacità intellettuali - Watson: "I migliori accoppiamenti scientifici sono matrimoni di convenienza in cui si mettono assieme talenti complementari. [...] In generale un gruppo scientifico costituito da più di due unità genera confusione. [...] Nelle collaborazioni a tre risulta più complessa la distinzione dei singoli meriti. Le persone riconoscono naturalmente la natura paritaria delle collaborazioni di coppie di successo, per esempio Rodgers e Hammerstein o Lewis e Clark" (la sua "adattabilità" è dubbia, lo ammetto ... mi sembra interessante la complementarietà dei talenti. Plausibilmente si può affermare che è meglio evitare di coinvolgere in un gruppo di progetto troppi esperti di uno stesso campo, mantenendo attivo un circuito "esterno" per verificare la "tenuta" delle idee formulate - come peraltro indicato dallo stesso Watson in un assaggio non riportato)
6. Cerca di avere sempre qualcuno che ti appoggia nei momenti difficili - "Nel tentativo di anticipare i tempi futuri, inevitabilmente si è destinati a incontrare qualcuno che penserà che vi siete montati la testa. [...] spesso li troverete sulla vostra strada in posizioni importanti per il futuro della vostra vita come [...] Quindi è sempre meglio conoscere qualcuno di importante - a parte i vostri genitori - che sia dalla vostra parte" (il ragionamento mi mette qualche dubbio. Anche ammesso - com credo, peraltro - che gli innovatori non suscitino l'ostilità di cui scrive Watson, però, è vero che il network di conoscenze permette di raggiungere traguardi maggiori - e questo sottoline le potenzialità di social network un po' più seri, come LinkedIn, o i siti di crowdsourcing come BootB o Innocentive)
Se trovate tempo e modo di leggere tutto questo, sono graditi commenti ^_^
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7:37:00 PM
Tags : delirio, dna, innovazione, mit, scienza, technology review, watson
venerdì 12 settembre 2008
Paranoia digitale
Pensierino paranoico del giorno: e se lasciassero fare ai vari siti di streaming per ridurre l'utenza del p2p in modo da colpire più facilmente quest'ultimo? Sarebbe semplice, poi, fare piazza pulita (per qualche settimana, perlomeno)
....questa è davvero da copirazionista paranoico, lo ammetto.....
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6:43:00 PM
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mercoledì 4 giugno 2008
Un sogno all'incontrario..


Sembra il sogno all'incontrario di Paolo Rossi. Dopo l'inversione di polarità sull'economia (sinistra liberista - destra statalista), ecco che quel geniaccio di Tremonti se ne esce con la "Robin Hood Tax". Da Vero Cabarettista (come tutti i Berlusconiti, in fondo) qual'è, frega una vecchia battuta cara ai comunisti come la "Tobin Tax" e la spaccia per sua.
Fingendosi originale genio dalla parte del popolo, il grande Giulio gli appiccica il nome del fascinoso eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri (in fondo, a meno di vedere Wikipedia, chi c*$%%o è 'sto Tobin?), e la modifica quel tanto che basta per trasformarla nella solita inc$*%&$a: tassazione dei petrolieri, gli unici capaci di rivalersi in maniera diretta sui consumatori.
Per carità, buone le intenzioni, ma da dove gli è venuta fuori l'idea di proporre qualcosa che nemmeno la sinistra ha mai osato proporre per la netta opposizione di centro e destra?
Ma 'sti politici se li leggono l'un l'altro i disegni di legge o sparano cazzate in totale solitudine?
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8:56:00 AM
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mercoledì 28 maggio 2008
War!

Until the philosophy which hold one race superior
And another
Inferior
Is finally
And permanently
Discredited
And abandoned -
Everywhere is war -
Me say war.
That until there no longer
First class and second class citizens of any nation
Until the colour of a mans skin
Is of no more significance than the colour of his eyes -
Me say war.
That until the basic human rights
Are equally guaranteed to all,
Without regard to race -
Dis a war.
That until that day
The dream of lasting peace,
World citizenship
Rule of international morality
Will remain in but a fleeting illusion to be pursued,
But never attained -
Now everywhere is war - war.
And until the ignoble and unhappy regimes
That hold our brothers in angola,
In mozambique,
South africa
Sub-human bondage
Have been toppled,
Utterly destroyed -
Well, everywhere is war -
Me say war.
War in the east,
War in the west,
War up north,
War down south -
War - war -
Rumours of war.
And until that day,
The african continent
Will not know peace,
We africans will fight - we find it necessary -
And we know we shall win
As we are confident
In the victory
Of good over evil -
Good over evil, yeah!
Good over evil -
Good over evil, yeah!
Good over evil -
Good over evil, yeah!
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2:29:00 PM
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Tags : delirio, guerra, marley, pace, politica, razzismo, tuff gong, war
mercoledì 14 maggio 2008
Ya Basta!
I ROM NON RUBANO I BAMBINI! NON ESISTE UN SOLO CASO ACCERTATO! L'HA AMMESSO PERSINO MATRIX!
BASTA! BASTA! BASTA!
QUESTO PAESE VA VERSO UNA BRUTTISSIMA DERIVA RAZZISTA PER COLPA DI GIORNALI, GIORNALISTI E TV
(post in maiuscolo perchè gridato)
MI SEMBRA DI ESSERE A TEATRO: CRISI RIFIUTI > ANNUNCIO CDM A NAPOLI > "EMERGENZA" ROM CHE RUBANO BAMBINI > PALADINI DELLA GIUSTIZIA ANNUNCIANO LEGGE SICUREZZA
e quando l'irlanda, tra dieci anni, dopo che l'italia starà con le pezze al culo, farà le leggi contro l'immigrazione di Italiani?
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10:30:00 PM
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mercoledì 30 aprile 2008
E cominciamo bene...
Mi sembra proprio che saranno anni di puro cabaret (oltre che di vergogna internazionale):
- [da Repubblica] ennesima dimostrazione che l'Italia vive una situazione particolarissima, e che vi sia una crisi a tutto campo del sistema politico, la minaccia del presidente del consiglio in doppio-pectore di acqusitare (come Stato, non come imprenditore) Alitalia, perdipiù attraverso le vespasianiche FS. Ormai il ribaltamento è totale: ad una sinistra liberista fa eco una destra che fa leva sui sentimenti più viscerali delle persone, e quindi sicurezza, immigrazione e nazionalismo. A mio parere la sinistra deve la sua sconfitta a beneficio di gente come Bossi ed Alemanno principalmente a tre fattori: immagine mediatica del governo Prodi, avvicinamento eccessivo alle istanze della classe dirigente ed in particolare di Confindustria, tradimento delle promesse elettorali; mi duole dirlo, ma se lo sono ampiamente meritato
-[da Repubblica] Ma io mi domando e dico (tanto per citare la mia cara professoressa di italiano): è possibile mai che la gente ha votato quello psicotico di Bossi con una proporzione di 1 su 10? Sulla soglia del Parlamento, alla riapertura dopo il suo successo elettorale, parla di fucili? E la gente si lamentava di Bertinotti ...
-[da Ansa] Dopo Levi e l'unanimità del Consiglio dei Ministri, anche Napolitano dimostra di capire poco le dinamiche del presente, e ancor meno di saer vivere con un occhio al futuro: mi stupisce poco, per gente di quell'età. Cosa ci riserva il futuro, con gente che crede ancora nel t-government (che poi si potrebbe quasi dire che già ci siamo)?
-[da Repubblica] Alemanno porta la celtica al collo, e i quartieri ex-partigiani lo votano in massa? Ma cos'è, hanno vaporizzato LSD nell'aria di Roma?
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Tags : aruotalibera, delirio, politica
lunedì 21 aprile 2008
The WOW effect!
[da PI]
È davvero incredibile. Ballmer ha ammesso pubblicamente che Vista è un work in progress. Minimo 400 euro per una beta (senza considerare hardware ed eventuali downtime dovuti, che so, ai bluescreen per le condivisioni NetBios/SMB) è ancora più una fregatura di quelle a cui M$ ci aveva abituato.
Se questo è il nuovo corso di Ballmer stiamo a posto...

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martedì 15 aprile 2008
Monday bloody monday
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8:02:00 AM
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Tags : boiate, delirio, democrazia, politica
martedì 1 aprile 2008
mercoledì 13 febbraio 2008
IT
Perchè è così difficile far capire a chi vende IT che nell'IT "il cliente ha sempre torto"?
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martedì 30 ottobre 2007
Skatafascio
La febbre ed il disgusto, ma forse anche un vago senso di inutilità, viste le poche visite ed i 0 commenti, mi hanno tenuto lontano da queste pagine....
Ma voglio continuare a scrivere, se non altro per me, per rimanere lucido e concretizzare il pensiero:
Non c'è limite al peggio.....
In questo paese ormai lo strapotere delle organizzazioni economiche e la sudditanza, incompetenza ed arroganza della classe politica hanno raggiunto livelli veramente da brivido.....
Sarà l'autunno-inverno alle porte, ma in questi giorni vedo davvero tutto nero: di fatto, sul fronte politico, non c'è una buona notizia da anni ormai. Riporto solo i link della vergogna, magari li commenterò ad uno ad uno nei prossimi post, anche se credo che non sia necessario......
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E37208,00.html
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2102661
http://www.beppegrillo.it/cgi-bin/mt-tb.cgi/728.1285114642
http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_25/Ponte_maggioranza.shtml (è di qualche giorno fa, ma il fatto che il Governo sia andato sotto su una società che non serve a nulla e che non fa nulla, a parte alimentare clientele è davvero allucinante)
http://www.beppegrillo.it/cgi-bin/mt-tb.cgi/725.1285012849
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/benedettoxvi-17/aborto-farmacisti/aborto-farmacisti.html
Un solo commento:
Disgustorama
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12:22:00 PM
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sabato 29 settembre 2007
Digital Divide
Spesso e volentieri mi rendo conto di quanto la cultura digitale sia arretrata in questo paese, ma talvolta la realtà supera ogni mia pessimistica impressione.
Da quando uso assiduamente RSS compro molto meno i giornali, ma ogni tanto, per leggere l'opinione di questo o quell'articolista, o per avere qualcosa da leggere - diciamo - in ritirata, torno a devolvere quell'obolo al mercato della carta stampata.
Da Repubblica di oggi due cose che mi hanno dato il metro dell'"arretratezza digitale" che affligge il nosto paese:
1. Pagina 4, a corredo del dossier sulla Manovra 2007, e sottolineo 2007, un non-box in alto a destra (sotto un'immagine circolare) informa il lettore della circostanza che
"Il governo rilancia anche l'utilizzo delle e-mail per la comunicazione al posto della carta".
Solo adesso? Andiamo bene.
Sigh.
2. Solo 3 pagine più avanti, a pagina sette, pubblicità del numero dell'Espresso oggi (credo) in edicola; copertina dedicata a Beppe Grillo. "Internet. Sesto Potere", sottotitolo "Prima la TV ora la Rete. Dopo il caso Grillo il Web sotto processo. È democratico o è un nuovo grande fratello?"
Ma siamo nel 2007! All'estero le più grandi penne ed una folta comunità di intellettuali sono titolari di blog noti e trafficati, le reti civiche sono strumenti di governo diretto del territorio, ed i dissidenti hanno modo di esprimersi con costi molto bassi, attuando, di fatto, una forma di democrazia diretta molto interessante; e da noi si dibatte se sia un nuovo Grande Fratello? Ma poi che c'entra il tema della sorveglianza continua con il tema della democrazia diretta? Ho l'impressione che si tenda ad accomunare fatti non relazionati per il solo fatto che accadono in Internet. Leggo l'articolo on line e vedo di capirci qualcosa.....
Ah, e se qualcuno, a parte me, legge questo blog, i commenti sono ben accetti
EDIT: Ok, ho letto l'articolo a firma di Alessandro Gilioli. Il tema Grande Fratello non si riferisce alla sorveglianza, quanto piuttosto alla persuasione occulta e all'impoverimento dei messaggi (errore mio): partendo dallo stringato video con cui Hillary Clinton ha dato il via alla sua campagna sul web per le primarie, Gilioli inizia un parallelismo con Grillo che, mi spiace dirlo, non sta affatto in piedi. Il successo di Grillo non dipende affatto dall'uso di toni forti e del "Vaffanculo nella politica" tanto per citare l'articolo, nè dall'impoverimento dei messaggi, ma proprio dall'approfondimento su certi temi scomodi o controversi che i media tradizionali, per paura o per mancanza di interesse diretto, non coprono affatto. Il successo di piazza di Grillo, viceversa, come evidenziato, fra gli altri, da Paolo Valdemarin e da Massimo Mantellini sui loro blog, dipende invece da un passaparola che con Internet c'entra meno di quel che sembri: di quelli che sono scesi in piazza, solo una piccola parte erano frequentatori del blog, gli altri, come si dice, ne hanno solo sentito parlare.
A ciò si aggiunge la consapevolezza di certi meccanismi virali tipici del mezzo dello staff del comico genovese, che è sfociata in azioni su Flickr e Youtube che hanno fatto da cassa di risonanza dell'iniziativa V-Day.
Nota per il prossimo futuro: dare una lettura a 'Impigliati nella Rete' del docente di marketing Paolo Landi citato nell'articolo di Gilioli
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10:28:00 AM
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martedì 25 settembre 2007
Tempo e cervello
Vorrei avere tempo, voglia e cervello per aggiornare questo blog più spesso.....tendo un pò troppo a "staccare" la sera..........
Appena avrò traslocato (e quindi avrò una connessione diversa dall'UMTS) mi riprometto di essere più assiduo (sigh, ancora buoni propositi)
Il talismano di Dogbert mi aiuterà (?)
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8:43:00 AM
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venerdì 25 maggio 2007
Fiato alle danze....... Hello World!
Sorge dalle ceneri di un blogghetto aziendale mai nato, questo spazio personale.
Il suo titolo pare riferirsi a quell'onda di entusiasmo che oggi pervade il Web, l'isteria di affibiare un numero di versione a qualunque cosa, nell'ingannevole tentativo di rigonfiare quella bolla che negli anni'90 aveva distrutto ogni illusione commerciale sul fenomeno Internet. New Economy 2.0?
Il riferimento vuole essere più che altro ironico e critico: l'esigenza di dare nomi ed etichette per meglio suddividere fenomeni è sentita solo da parte di chi in questi fenomeni vede solo un'occasione di business.
A ben guardare la continuità con il Web delle origini è assoluta: il Web 2.0 come idea di una rete mondiale basata su un'utenza attiva nella generazione di contenuti ed idee si rifà esplicitamente non solo alle prime teorizzazioni sul mondo digitale concepito reticolarmente, ma anche ai primi Social Networks propriamente detti, tra cui Geocities. La metafora dello spazio urbano realizzata da quel portale, poi abbandonata, celava un'approccio all'"essere in rete" molto blog-like: sembra, anzi, che l'unica differenza tra quell'atteggiamento e quello odierno sia la disponibilità di strumenti abbastanza semplici da permettere a chiunque di avere una propria "presenza digitale".
Duepuntozero ha un significato anche abbastanza personale: fra mille convulsioni la mia vita pare finalmente diretta ad una nuova stagione, se non proprio di certezze, perlomeno di relativa stabilità.
E' l'occasione per un vero e proprio Vito2.0, non tanto per quel che riguarda vizi ed abitudini (mai sia...), ma per un nuovo atteggiamento critico e produttivo, meno dadaista e quindi più costruttivo, nei confronti della realtà.
In fin di delirio, quindi, questo spazio sarà un mostro a due teste, da un lato vero e proprio weblog, diario personale su quanto mi accade intorno quotidianamente, dall'altro uno spazio di riflessione (e spero, in futuro, di discussione) su temi a me molto cari: tecnologie, interfacce, il fantastico mondo dell'IT e dell'innovazione, e, last but not least, un pò di sana e vecchia polemica politica
Bene, assolta l'incombenza della dichiarazione programmatica, si va a cominciare.....
unHandledException
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1:51:00 PM
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